Sicurezza 626 Lavoro

La sicurezza sul lavoro non è un optional


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Prevenzione incendi per la sicurezza sul lavoro

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Ogni azienda deve preoccuparsi della sicurezza sul lavoro che comprende non solo l’individuazione e prevenzione dai rischi legati alle mansioni svolte dai lavoratori ma anche e soprattutto della prevenzione dagli incendi.

L’importanza della prevenzione antincendio è facilmente intuibile dall’obbligo per tutti i datori di lavoro di nominare un responsabile per la sicurezza antincendio che ha il compito di allertare i vigili del fuoco in caso di emergenza e di gestire le prime fasi di evacuazione e soccorso.

A regolare la prevenzione incendi per la sicurezza sul lavoro sono gli articoli 18 e 46 del Dlgs 81/08 che forniscono ai datori di lavoro tutti gli strumenti per mettersi in regola con la normativa, attraverso degli obblighi da rispettare per offrire un ambiente di lavoro sicuro ai propri dipendenti e le direttive per la prevenzione incendi.

Le aziende dunque, nella persona del datore di lavoro devono seguire delle procedure ed elaborare dei documenti per garantire la prevenzione incendio, tra i quali:

  • elaborazione di una precisa valutazione del rischio incendio per il luogo di lavoro;
  • nomina dei responsabili antincendio e gestione delle emergenze. Si tratta di lavoratori che saranno selezionati dal datore di lavoro e avranno l’obbligo di seguire un corso di formazione in modo da apprendere quanto necessario per espletare le funzioni di gestione antincendio;
  • definizione del piano di prevenzione antincendio;
  • sviluppo del piano di evacuazione e gestione dell’emergenza;
  • rifornire i lavoratori degli strumenti utili ad affrontare il rischio: estintori, cartelli segnaletici, vie di fuga, ecc.

Un aspetto importante riguarda il ruolo dei Vigili del Fuoco che hanno il compito di fornire assistenza, monitoraggio e controllo alle aziende in materia di sicurezza e prevenzione antincendio, in base a quanto stabilito dal Dlgs 139/06.


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Rischio incendio e prevenzione sul lavoro

La normativa sulla sicurezza sul lavoro attribuisce molto peso alla prevenzione sui luoghi di lavoro, la prima “arma” utile e necessaria per contrastare incendi e infortuni.
Nel Testo Unico della Sicurezza è presente un intero capitolo dedicato alla prevenzione incendi (art. 46).
E come accade per tutte le incombenze relative alla gestione della sicurezza e salute sul lavoro, anche in questo caso ricade sul datore di lavoro la valutazione del rischio incendio. Egli deve anche provvedere alla formazione e all’aggiornamento del lavoratori o lavoratori che saranno nominati addetti antincendio all’interno della propria azienda.

Ogni azienda, in ragione delle attività lavorative, mezzi e prodotti utilizzati, presenta di fatto rischi diversi l’una dall’altra.
Nello specifico del rischio incendio questo è certamente più probabile in alcune tipologie di aziende rispetto ad altre.
Si prendano come esempio tutti quei luoghi di lavoro dove la propagazione delle fiamme può avvenire in pochi minuti se non secondi. Si pensi a biblioteche, librerie ma anche luoghi come officine meccaniche dove l’utilizzo di sostanze infiammabili è all’ordine del giorno.

In generale, cosa deve fare il datore?

Qui di seguito alcuni punti fondamentali:

  • valutare i rischi (tutti) presenti sul luogo di lavoro
  • redigere il c.d. DVR (Documento Valutazione Rischi)
  • prevedere un piano di prevenzione
  • provvedere alla formazione e all’aggiornamento del personale
  • monitorare costantemente la situazione.

 

 


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La sicurezza sul lavoro nelle piccole e medie imprese

sicurezza lavoroLa normativa sulla sicurezza sul lavoro è in continuo mutamento, infatti il Dlgs 81/08 viene costantemente aggiornato e ampliato per affrontare le mutevoli problematiche di sicurezza presenti nel mondo del lavoro.
Una novità introdotta a partire dal mese di maggio 2013 riguarda la sicurezza sul lavoro per le pmi, che dal 1 maggio 2013 dovranno provvedere alla valutazione dei rischi anche se non raggiungono il numero minimo di dieci dipendenti.

Se fino ad ora le aziende con meno di dieci lavoratori potevano adottare la soluzione dell’autocertificazione, oggi i datori di lavoro hanno l’obbligo di elaborare un’accurata valutazione dei rischi seguendo il modello standard che prevede le seguenti fasi:

  • descrizione dell’azienda, del settore di lavoro e delle mansioni;
  • individuazione ed elenco dei rischi presenti in azienda;
  • proposta di metodi di correzione e prevenzione dei rischi;
  • elaborazione e attuazione di un programma di miglioramento e prevenzione.

In base a quanto stabilito dall’articolo 29 del Testo Unico, esistono delle eccezioni, infatti alcune tipologie di aziende non sono tenute a seguire il modello standardizzato, perché i lavoratori sono esposti a rischi specifici. Tra le aziende esonerate dal modello standard di valutazione dei rischi ci sono:

  • le aziende che operano nei settori nucleare e le centrali termoelettriche;
  • i produttori di materiali pericolosi come gli esplosivi;
  • le aziende dove sono presenti rischi di tipo chimico o biologico;

La presenza in azienda di rischi specifici impone al datore di lavoro di dare un’importanza maggiore alla sicurezza sul lavoro.

 

Fonte di riferimento: http://www.valutazionerischi.it/procedure/pmi.html


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App mobile, le statistiche sulla sicurezza sul lavoro

I dati statistici forniti annualmente dall’Istat, permettono di avere un quadro sempre aggiornato della condizione socio economica del nostro paese. Grazie alla nuova app messa a disposizione online da Istat e scaricabile gratuitamente, si può accedere facilmente e in modo organizzato ai dati riguardanti l’Italia, comprese le statistiche sulla sicurezza sul lavoro.

L’applicazione elaborata da Istat si chiama “Noi Italia” e raccoglie tutti i dati relativi agli aspetti socio-economici e demografici del nostro Paese suddivisi in oltre 15 sezioni navigabili  dal proprio smartphone.

Oltre a navigare i settori quali ambiente e territorio, sanità e salute, sicurezza, strutture produttive e mercato del lavoro, si possono trovare anche utili schede riassuntive e grafici.
Ogni settore è navigabile prendendo in considerazione l’anno di riferimento, l’area territoriale, il sesso e la fascia d’età. In questo modo è possibile fare interessanti confronti traendo informazioni sull’evoluzione e lo sviluppo del settore scelto nel tempo.

Clicca sull’immagine sottostante per accedere all’applicazione web.

istat-app


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REACH, normativa per l’uso sicuro delle sostanze chimiche

Il REACH è un regolamento di ampia portata e ha collegamenti sostanziali con molti altri atti legislativi. Ad esempio, il REACH è l’atto legislativo che regola la fornitura e il formato delle schede di sicurezza le quali svolgono un ruolo importante nella legislazione sulla protezione dei lavoratori. Il regolamento inoltre è direttamente collegato al regolamento relativo alla classificazione, etichettatura e imballaggio delle sostanze e delle miscele (CLP), che stabilisce le indicazioni di pericolo e di precauzione e pittogrammi che sono una fonte importante di informazioni per la protezione sul posto di lavoro.

La legislazione basata sulla direttiva 98/24 / CE e la direttiva 2004/37 / CE “Sulla protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti dall’esposizione a sostanze chimiche e agenti cancerogeni o mutageni durante il lavoro” prevede una gerarchia di misure di prevenzione. Ciò comporta l’eliminazione di sostanze pericolose o la loro sostituzione con quelle meno pericolose, le misure di controllo per ridurre al minimo l’esposizione e le misure di protezione.

La priorità è eliminazione delle sostanze pericolose alla fonte rispetto alle misure di protezione personali. Per gli agenti cancerogeni bisognerà applicare misure più severe, ad esempio, sistemi di produzione chiusi e la delimitazione delle aree a rischio.
L’adempimento alle prescrizioni della legislazione sono agevolate dal REACH, in quanto il fabbricante o l’importatore di un prodotto ha l’obbligo di fornire informazioni dettagliate per l’utilizzatore a valle sotto forma di schede di sicurezza estese e scenari di esposizione. Il REACH prevede anche norme di restrizione e l’autorizzazione di determinate sostanze “estremamente problematiche” che influenzeranno direttamente la capacità di utilizzare alcune sostanze nei luoghi di lavoro.

Come regola generale, il REACH “si applica senza pregiudizio“, l’obiettivo del REACH è quello di fornire informazioni sugli effetti sulla salute e la sicurezza delle sostanze e come gestirli in modo sicuro e quali devono essere le misure di sicurezza da adottare sul posto di lavoro, tenendo conto di tutte le sostanze utilizzate, come interagiscono tra loro, le condizioni specifiche del luogo di lavoro e le operazioni che i lavoratori devono svolgere.


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Umbria: Convenzione per il potenziamento stagionale contro incendi boschivi

L’Umbria è una delle regioni italiane il cui patrimonio boschivo è ricco ma allo stesso tempo in pericolo in questa stagione.

L’11 luglio scorso, proprio nell’ambito della Campagna antincendio Boschivo che ogni anno viene attuata, in Umbria è stata sottoscritta dalla Prefettura la convenzione per il potenziamento stagionale del sistema di prevenzione e lotta contro gli incendi boschivi su tutto il territorio della regione Umbria che avrà validità per tutto il 2014.

Di recente pubblicazione sono state anche le raccomandazioni del Presidente del Consiglio, pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale, in merito alle attività antincendio boschivo per l’anno in corso per un efficace contrasto agli incendi sempre più frequenti nel periodo estivo.

La convenzione in oggetto prevede la presenza di un membro del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco nella SOUP – sala operativa permanente durante tutto il periodo di massima pericolosità.

Prevenzione incendi, gestione dell’emergenza e valutazione dei rischi sono argomenti sempre attuali anche per i lavoratori che, per le diverse mansioni che svolgono all’interno dell’azienda devono frequentare un corso di aggiornamento obbligatorio per gli addetti antincendio nelle aziende così come stabilito dalla normativa e ribadito dalla Circolare dei Vigili del Fuoco n°12653. 

 


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Fondi per la sicurezza in agricoltura

La sicurezza nel settore dell’agricoltura è una delle tematiche più spinose e nello stesso tempo importanti. Infatti spesso la mancanza di fondi spinge le aziende agricole a non mettersi in regola con la sicurezza determinando un grande rischio per la sicurezza di chi lavora nel settore agricolo.

Per venire incontro alle esigenze delle aziende del settore la Regione Sardegna ha riaperto i termini per fare domanda di contributo per la messa in sicurezza delle macchine agricole.

Il bando in questione riguarda l’erogazione di un contributo economico per mettere in sicurezza le macchine agricole, destinato alle aziende agricole. Il bando era scaduto il 21 maggio 2014 ma la Regione Sardegna ha reputato opportuno riaprire il bando e prorogare la scadenza alla fine di luglio in modo da poter erogare oltre centoventi mila euro per mettere in sicurezza gli strumenti di lavoro delle aziende agricole che sono regolarmente iscritte alla Camera di Commercio territoriale.
Una bella notizie per le aziende agricole che possono ricevere un aiuto concreto dalle istituzioni per mettersi in regola con la normativa in materia di sicurezza.